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Perché aziende e PA non possono rinviare la manutenzione IT

Server e postazioni fuori supporto espongono aziende e PA a fermi, spese impreviste e responsabilità sui dati. Le formule ViksTech: monte ore, canone annuale o accordo quadro, anche su MePA e Sardegna CAT.

Perché aziende e PA non possono rinviare la manutenzione IT

Tenere aggiornato il parco macchine e affidare a un referente qualificato la manutenzione dei sistemi non è un adempimento burocratico: è la condizione per lavorare senza interruzioni. ViksTech segue aziende, studi professionali e Pubbliche Amministrazioni con contratti di assistenza continuativa e con l’incarico di amministratore di sistema, in tre formule - monte ore, canone annuale e accordo quadro - acquistabili anche tramite MePA e Sardegna CAT.

Il punto di partenza è quasi sempre lo stesso: nessuno sa con precisione quante macchine ci sono, quanti anni hanno, quali sistemi operativi sono ancora supportati, chi dispone delle credenziali dei server e quando è stato verificato l’ultimo backup. Finché tutto funziona, la domanda non si pone. Si pone il giorno del guasto, e in quel momento la risposta costa molto di più.

Quando il parco macchine diventa un rischio

Un dispositivo fuori supporto non si spegne da solo: continua a funzionare, e questo è esattamente il problema. Il produttore non distribuisce più aggiornamenti, le vulnerabilità scoperte dopo la fine del ciclo di vita restano aperte e il resto dell’ecosistema si allontana, perché browser, gestionali, firme digitali e portali della Pubblica Amministrazione richiedono versioni sempre più recenti. Il risultato è un’infrastruttura che regge finché non viene messa alla prova.

  • Interruzione dell’attività - un server fermo blocca fatturazione, magazzino, prenotazioni o servizi al pubblico. Il danno non è il pezzo da sostituire: sono le ore di lavoro perse e le scadenze mancate.
  • Responsabilità sui dati - l’articolo 32 del GDPR richiede misure tecniche e organizzative adeguate al rischio. Sistemi non aggiornati e backup mai verificati sono difficili da difendere davanti a un controllo o dopo un incidente.
  • Spesa fuori controllo - la sostituzione d’emergenza si paga a prezzo pieno, con tempi di consegna dettati dal mercato e senza nessuna possibilità di pianificare l’investimento.
  • Incompatibilità progressiva - software nuovi su hardware vecchio significano rallentamenti, malfunzionamenti intermittenti e un’assistenza che diventa impossibile da erogare in modo efficace.

La manutenzione programmata ribalta l’ordine delle cose: inventario aggiornato dei dispositivi, monitoraggio dello stato di server e postazioni, aggiornamenti applicati in finestre concordate, backup messi alla prova con reali prove di ripristino, piano di sostituzione distribuito su più annualità invece di una spesa improvvisa. È la differenza tra decidere quando fermare una macchina e scoprirlo la mattina in cui non si accende.

L’amministratore di sistema non è un dettaglio formale

Chi tratta dati personali con strumenti elettronici deve sapere chi amministra i propri sistemi. La figura dell’amministratore di sistema, prescritta dal Garante per la protezione dei dati personali e oggi letta insieme al principio di sicurezza del GDPR, presuppone un incarico individuale e documentato, l’elenco aggiornato di chi dispone di credenziali privilegiate, la registrazione degli accessi e una verifica periodica dell’operato. Per gli enti pubblici si aggiungono le misure minime di sicurezza ICT definite da AgID, che danno per scontata una gestione ordinata di utenze, backup e configurazioni.

Nella pratica, in molte organizzazioni il ruolo è coperto di fatto da chi "sa usare il computer", senza alcun atto di nomina, oppure da un fornitore che interviene a chiamata e senza responsabilità continuativa. ViksTech può assumere direttamente l’incarico o affiancare il personale interno: nomina formale, gestione documentata delle credenziali, procedure di backup e ripristino, tracciamento degli interventi e un referente unico a cui rivolgersi quando qualcosa non va.

Tre formule contrattuali, un’unica logica

Monte ore

Un pacchetto di ore prepagate da consumare nel tempo, con rendiconto degli interventi effettuati. È la soluzione per chi ha esigenze discontinue o vuole conoscere il servizio senza impegnarsi subito su un canone: le ore coprono assistenza remota, interventi in sede, piccole migrazioni e consulenza.

Canone annuale

Manutenzione continuativa con attività programmate e tempi di intervento concordati in sede contrattuale. Comprende monitoraggio, aggiornamenti, verifica dei backup e gestione delle segnalazioni; su richiesta include anche l’incarico di amministratore di sistema e la cura degli apparati di rete, dei sistemi multimediali e degli impianti domotici installati.

Accordo quadro

La forma pensata per le Pubbliche Amministrazioni e per le realtà che devono programmare la spesa su più annualità: si definiscono prestazioni, prezzi unitari e condizioni, poi si attivano i singoli ordini al bisogno. Permette di avere un fornitore stabile senza ripetere una procedura di affidamento per ogni intervento.

Tutte e tre le formule possono essere acquisite tramite MePA e Sardegna CAT, i canali su cui ViksTech è abilitata: per un ente significa poter affidare il servizio con le ordinarie procedure di acquisto, senza passaggi aggiuntivi.

Chi ci ha già affidato i propri sistemi

Sul fronte privato seguiamo realtà come Tecnochimica srl, Sanna Trasporti srl e Luxardo, con esigenze molto diverse tra loro: produzione, logistica e un museo d’impresa. Sul fronte pubblico lavoriamo con il Comune di Muros e con strutture culturali e naturalistiche come i musei di Casa Gioiosa e il Parco di Porto Conte, dove l’assistenza riguarda anche gli allestimenti: totem interattivi, postazioni multimediali, reti e domotica degli ambienti espositivi.

È un’esperienza che pesa, perché in un museo o in un ufficio aperto al pubblico il guasto si vede subito: un totem spento o una sala che non si illumina sono un disservizio davanti al visitatore. Per questo la manutenzione non si limita ai computer, ma copre l’intera catena, dal software sviluppato internamente all’hardware, fino agli impianti e agli apparati di controllo.

Come partire

Il primo passo è una ricognizione del parco macchine: quante postazioni e quanti server, che età hanno, quali sono fuori supporto, come sono organizzati backup e credenziali. Da qui si definisce la formula più adatta e, dove serve, un piano di sostituzione graduale che distribuisce la spesa nel tempo. Per una valutazione o un preventivo si può scrivere dalla pagina Contatti, indicando il numero di postazioni e i gestionali in uso; gli enti pubblici possono richiedere trattativa diretta o inserimento in accordo quadro tramite MePA e Sardegna CAT.

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